Teatro del Lido di Ostia
Stagione
spettacolo

QUANDO GLI UOMINI AVRANNO LE ALI

di e con Adrian Giovinatti regia Sophie Lannefranque ingresso gratuito tout public • dai 4 anni durata 30’ tecnica: teatro d’oggetti • per max 150 spettatori Un uomo e la sua incredibile macchina raccontano, tra ingranaggi improbabili e oggetti reinventati, il grande sogno umano di conquistare il cielo. Un delicato e sorprendente teatro d’oggetti che trasforma scarti e meccanismi in poesia, invitando grandi e piccoli a credere nell’ostinazione dei sogni. • Immagina 2026 Compagnia La Malette • FRANCIA


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sabato 18 aprile ore 11 
• Immagina 2026
Compagnia La Malette • FRANCIA
QUANDO GLI UOMINI AVRANNO LE ALI
di e con Adrian Giovinatti
regia Sophie Lannefranque
ingresso gratuito

tout public • dai 4 anni
durata 30’
tecnica: teatro d’oggetti
per max 150 spettatori

Un uomo e la sua incredibile macchina raccontano, tra ingranaggi improbabili e oggetti reinventati, il grande sogno umano di conquistare il cielo. Un delicato e sorprendente teatro d’oggetti che trasforma scarti e meccanismi in poesia, invitando grandi e piccoli a credere nell’ostinazione dei sogni.


Da Icaro agli astronauti, l’essere umano ha sempre coltivato il desiderio di volare. Per inseguire questo sogno un po’ folle prova, inventa, sperimenta, cade… e ricomincia. La compagnia La Malette racconta questa ostinazione attraverso un poetico e divertente duo Uomo–Macchina, pronto a trascinarci in un viaggio che tenta di staccarsi da terra per sfiorare il cielo. Allacciate le cinture!
Quando gli uomini avranno le ali è uno spettacolo in cui la narrazione prende forma attorno a una macchina: un prototipo che raccoglie e condensa i tanti tentativi compiuti dall’umanità, nel corso dei secoli, per conquistare il volo.
In scena prende vita un universo fatto di oggetti recuperati, immagini, personaggi e ingegnosi meccanismi improbabili. Attraversando epoche e visioni, Adrian Giovinatti riporta alla luce le nostre follie, ora tenere ora amare. Ci accompagna nel suo laboratorio di invenzioni, dove nulla sembra impossibile.
Oggetti abbandonati — residui, scarti, frammenti carichi delle tracce di una vita precedente — diventano scintille creative. Li osserva, li smonta, li alleggerisce, li scompone e poi li ricompone; talvolta lavora per giorni interi per restituire movimento, forma e senso a questo brulicante accumulo di materiali.
Nasce così un’estetica giocosa, apparentemente semplice ma capace di effetti sorprendenti, a tratti persino… magici.

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[av_toggle title=’Compagnia La Malette’ title_open=” tags=” title_pos=” slide_speed=” custom_id=” av_uid=’av-mlibmpkv’ sc_version=’1.0′]
La compagnia La Malette nasce in Francia nel 2007 dall’incontro tra artisti francesi e uruguaiani. Dalla contaminazione tra culture europee e latinoamericane prende forma un linguaggio scenico in cui oggetti, marionette e suono diventano i principali strumenti del racconto. La compagnia crea soprattutto per lo spazio urbano, privilegiando forme brevi e originali che dialogano direttamente con il pubblico attraverso linguaggi universali: il gesto, il grammelot, una coreografia dal sapore “cartoon” applicata alla marionetta a guanto. La ricerca sui meccanismi tradizionali degli automi e delle marionette si intreccia con uno sguardo attento al presente, interrogando i modelli di consumo, il riuso e il valore di ciò che è già stato prodotto. I residui della società consumistica si trasformano così in materia poetica: diventano i tesori di un immaginario low-tech, fantasioso e in continuo movimento. La strada, con la sua energia viva e imprevedibile, spezza la linearità della scena, impone un costante adattamento e rende ogni replica un’esperienza unica, capace di condurre il pubblico sempre un po’ più lontano. Da quindici anni gli spettacoli della compagnia attraversano festival in Europa e in altri Paesi, animati dalla stessa curiosità di incontrare culture diverse, toccare corde sensibili, costruire un linguaggio poetico universale e condividere il riso. La Malette sperimenta il teatro di figura e il teatro d’oggetti in scala ridotta, favorendo una relazione ravvicinata con gli spettatori. Il suo è un teatro visivo che supera le barriere linguistiche. Strutture leggere e ingombri minimi garantiscono grande libertà di movimento e permettono di abitare spazi non convenzionali. Con umorismo e leggerezza, gli spettacoli affrontano anche temi sociali.
Gli spettacoli della compagnia La Malette dal 2007: Les minithéâtres, 2007, Il était une fois / Carnage au pâturage, 2009, Dernier Cri, 2011, En attendant Margot, 2013, Little Boy, 2016, Mishky, 2020, Quand les Hommes auront des ailes, 2022
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Originario dell’Uruguay, Esteban Adrian Giovinatti si forma per due anni nel teatro di figura presso il Teatro El Galpón di Montevideo, sviluppando un forte interesse per le forme antiche e tradizionali. Tra il 2002 e il 2004, in Uruguay e Brasile, sperimenta e porta in scena diverse tecniche: teatro d’ombre, manipolazione diretta, Kuruma Ningyo, teatro in miniatura e burattini a guanto. Dal 2005 intraprende tournée in Europa con spettacoli di piccolo formato pensati per la strada, alla ricerca di un nuovo modo di entrare in relazione con il pubblico: Adagio (Kuruma Ningyo), Surf in USA (mini-teatro) e Laboratoire (mini-teatro). Nel 2007 co-fonda la compagnia La Malette insieme a Céline Camilleri. Nel corso degli anni diversi artisti hanno collaborato, in modo più o meno continuativo, alla creazione dei progetti della compagnia. Un ringraziamento particolare va a Céline Camilleri, Adrien Durand (musicista), Paz Tatay (burattinaio), Eder Paiva (burattinaio), Émilie Renault (illustratrice e graphic designer), Ghislain Botto (fotografo e graphic designer) e Sandrine Pasquier (videomaker e graphic designer).
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www.lamalette.org

 




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