VIVERE ANCORA. VOCI DAL FILO SPINATO | Teatro dell’Orsa
La Shoah raccontata dal cuore pensante di uomini e donne. Un racconto a due voci che si rafforza con intensi momenti musicali dal vivo e foto d’epoca che amplificano visivamente la narrazione,
La Shoah raccontata dal cuore pensante di uomini e donne. Un racconto a due voci che si rafforza con intensi momenti musicali dal vivo e foto d’epoca che amplificano visivamente la narrazione,
Una black comedy dai toni surreali e dai risvolti sorprendenti sulla relazione col potere. Un racconto sul nostro tempo, sulla forza dell’amicizia, sulla fragilità delle nostre piccole vite, sulla dolorosa separazione dai padri.
Utilizzando un originale stile scenico che “mixa” lettura ad alta voce, narrazione teatrale, disegno e composizione grafica dal vivo, videoproiezione ed animazione di figure e oggetti si raccontano due storie.
Una figlia che non sarà mai madre, alle prese con le macerie della vita di prima e con una presenza/assenza che ci parla dallo spazio infinito e dalle profondità dei ricordi. Un viaggio cosmico, scientifico, narrativo e visivo che affronta anche il tema urgente e attuale della solitudine di una generazione.
Un affondo sulla figura di Cassandra e sul divenire uccello. Un rito sciamanico dove si fondono la stereotipica fragilità femminile e il suo spirito di vendetta infuocato, le funeste visioni del futuro, come la prodezza animale, l’eleganza del gesto e dello sbattere di ciglia in dialogo con una luce mobile (d’oltremondo?) che la insegue e la sfida.
Gaia ascolta dialoga in sogno con Madre Terra per arrivare a capire che il suo futuro, il nostro futuro, è tutt’uno con tutti gli esseri viventi.
Doppio appuntamento con Roberto Zappalà/Compagnia Zappalà Danza e Mauro Astolfi/Spellbound Contemporary Ballet
Chi è Penelope oggi? In una sorta di confronto tra le triadi dei ruoli maschili e femminili: padre, marito, figlio e madre, moglie, figlia, vengono affrontate le tematiche universali, che riportano immediatamente l’indagine intorno al mito al nostro vivere contemporaneo.
Da un istante di coraggio in un giorno di particolare solitudine, prende il via il rocambolesco percorso di una piccola anima alla scoperta di una differente percezione di sé e del mondo.
Tre audiocassette, incise a metà degli anni ’80 e ritrovate vent’anni dopo, diventano il materiale di un’opera teatrale, trascrizione fedele di un testamento sonoro lasciato da Gianni Pampanini, zio di Caroline Baglioni, in cui un uomo con problemi maniaco depressivi scomparso nel 2001, descrive sé stesso, le sue inquietudini, i suoi desideri e il rapporto intimo e sofferto con la società.